(Jamma) – “I monopoli hanno salutato la fine del il 2016 esattamente come avevano accolto il suo inizio, con una nuova lotteria istantanea, la quindicesima indetta nel 2016 che ha portato il totale dei gratta e vinci attivi a 55.

Complessivamente 449.280.000 tagliandi, solo come primo lotto, delle nuove lotterie istantanee indette nell’anno appena trascorso sono stati immessi sul mercato dai monopoli, per sostenere una offerta di azzardo sempre più consistente e irresponsabile, fino alla spietatezza.

Calcolando in 5 grammi il peso medio di ogni tagliando, si tratta di oltre 2 milioni e 246 mila chilogrammi di materiale nocivo per la salute distribuito, messo a disposizione di adulti e bambini. L’entità di questa offerta dimostra la falsità della tesi secondo cui l’azzardo legale serve a contrastare quello illegale. Una contrazione dell’offerta di lotterie istantanee legali non credo che verrebbe surrogata dall’offerta di gratta e vinci illegali (distribuiti come, dove, da chi?).

Ancora una volta i dati relativi all’azzardo di Stato vengono forniti in maniera ingannevole: una raccolta di 95 miliardi, ma una “spesa” di soli 15 miliardi, come se 15 miliardi di euro fossero pochi e, soprattutto, come se i soldi ri-giocati dai giocatori, a causa del meccanismo perverso delle mini vincite, non fossero soldi loro e dimenticando che su ogni euro giocato i monopoli trattengono comunque una parte.

L’effetto “moltiplicatore” dei mini premi si può leggere benissimo nei dati del superenalotto, che ha segnato un incremento del 52%, dovuto più all’inserimento nel montepremi dei premi da due euro, da rigiocare subito, che alla dimensione raggiunta dal jackpot. Tutti gli indici economici del gioco d’azzardo “legale e responsabile” sono positivi rispetto al 2015, ovviamente per i monopoli, in crescita la raccolta, la spesa, le entrate fiscali. Rimane solo da verificare quanto drammatico sarà l’impatto di questa impennata sulla salute e sulla vita degli italiani.

Dal Governo, intanto, la solita strategia: proposte, promesse, impegni, rassicurazioni, parole, proclami, ma niente di concreto. Appena confermato sottosegretario, Baretta ha assicurato che il clima politico e sociale è maturo “per procedere a al riordino del settore giochi” che assicuri, anche, la “tutela sociale e culturale dei cittadini”, senza alcun riguardo alla tutela della salute, comer se il problema non esistesse.

Dei dati economici relativi al gioco d’azzardo legale si parlerà per un anno, fino alla pubblicazione dei prossimi, e le diverse interpretazioni che verranno fornite giustificheranno tutto e il contrario di tutto, dimenticando che il solo dato relativo alla raccolta, secondo me uguale alla spesa, 95 miliardi di euro, rappresenta un grido di allarme e di dolore da parte di una intera nazione, costretta a riporre le proprie speranze e i propri sogni nel gioco d’azzardo e pagando un presso salatissimo per questa illusione.

Il dato, fornito senza la mistificazione della media “neonati compresi”, racconta di una spesa media di 5.588 € annue per ciascuno dei 17 milioni di giocatore, stimati dal CNR, a conferma di una verità agghiacciante, che il vero fattore critico di successo del gioco d’azzardo è la dipendenza, stimolata, sfruttata cinicamente e negata proprio da parte di chi dovrebbe prevenirla”.

Avv. Osvaldo Asteriti

Commenta su Facebook