(Jamma) – Il progetto itinerante “Innamòrati di Te” di Codere Italia, dopo aver girato l’Italia, arriva a Roma nella Gaming Hall Re. La quinta tappa dell’evento, partito a giugno 2015, si tiene in concomitanza con la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Le donne e le loro storie sono le protagoniste dell’incontro, insieme ai contributi di rappresentanti di associazioni, avvocati, psicoterapeuti, medici e blogger. L’incontro, promosso dalla multinazionale spagnola che opera nel settore del gioco, si presenta come un momento di riflessione sui numeri allarmanti che arrivano non solo dall’Italia ma dal mondo intero.

Secondo i dati OMS 2016, oltre il 35% delle donne di tutto il mondo ha subito violenza nel corso della propria vita. Nel 42% dei casi la violenza è agita dal partner (o ex). Solo il 7,2% delle donne ha denunciato gli abusi sessuali subiti. In Europa, il 33% delle donne ha subito violenza prima dei 15 anni. L’8% delle donne ha subito violenza nel corso dell’ultimo anno (dati Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali).

In Italia, secondo i dati ISTAT 2015:
6.788.000 donne hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita: una donna su tre i 16 e i 70 anni
Il 20,2% è stata vittima di violenza fisica
Il 21% di violenza sessuale (il 10,6% prima dei 16 anni)
Il 5,4% (652.000 casi) di forme di violenza grave (stupro, aggressione)
Il 62,7% delle violenze è commesso dal partner
Il 65,2% dei bambini assiste alle violenze domestiche

“Il femmincidio è un delitto che Roma conosce fin dai tempi antichi, come dimostrano le incisioni lapidee rinvenute sui reperti romani – illustra Emanuela Valente, Fondatrice dell’Osservatorio In Quanto Donna. Questo però non significa che il femminicidio faccia parte del corredo genetico dell’umanità, ma semplicemente che fa parte della nostra storia culturale, ed è per questo che fatichiamo tanto a riconoscerlo e sradicarlo. Ancora oggi, dopo millenni dall’uccisione di Prima Florenzia e Giulia Maiana, Roma è una delle città dove si registra il più alto numero di femminicidi e, più in generale, il più alto numero di violenze contro le donne. Roma è anche la città dove si è registrato il più alto incremento di femminicidi degli ultimi 6 anni, con oltre 50 donne uccise a partire dal 2010. Ovviamente, bisogna considerare che Roma è una città grande e densamente popolata, ma questo non basta per giustificare un numero tanto elevato. Piuttosto ci si dovrebbe chiedere perché in una città che conta quasi 3 milioni di abitanti, di cui presumibilmente la metà donne, ci siano solo 8 centri antiviolenza. E questi 8 centri antiviolenza stentano a sopravvivere, faticano a rimanere aperti, perché i fondi, anche quando vengono stanziati, in realtà non arrivano, e perché non ci sono aiuti che permettano a queste preziosissime strutture di rimanere aperte”.

Ogni anno nel mondo si contano oltre 66mila donne uccise. In Europa ogni giorno vengono uccise mediamente 7 donne per mano dei loro partner. (dati Relazione ONU).
In Italia mediamente una donna ogni 3 giorni viene uccisa dal partner, ex o familiare. (dati OMS 2015). Nel Lazio si registrano solo 24 centri antiviolenza ed è la seconda regione d’Italia per numero di femminicidi: 19 casi nel 2014. Roma è la città con più femminicidi negli ultimi 4 anni: 45 (dati Eures 2015).

Sulla base di questi dati, sono molte le associazioni che da anni si sono attivate per dare maggiore visibilità al fenomeno del femminicidio e della violenza domestica. “Vogliamo fare una riflessione più approfondita sulle violenze che subiamo noi donne – sottolinea Barbara Cerusico, Presidente Associazione Donne per la Sicurezza. Lo stupro è un crimine orrendo contro le donne perpetrato dagli uomini, stranieri e non, conosciuti e non. Per combattere questo crimine non dobbiamo concedere nessun alibi ai colpevoli, magari accusando le vittime. E le donne, soprattutto le madri, devono domandarsi quale cultura del rispetto e della dignità hanno insegnato ai figli. I genitori hanno una grande responsabilità nell’educare i figli e nessun decreto legge, nessun inasprimento e certezza della pena, pure indispensabile, potrà prendere il posto dell’insegnare e del far crescere i ragazzi nel rispetto l’uno dell’altra/o”.

Dal punto di vista normativo, è importante ricordare che il 17 agosto del 2013 in Italia è entrata in vigore la Legge n. 119/2013 che prevede il reato di Stalking. “Insieme al Sen. Scilipoti Isgrò – dice Luana Campa, avvocato e criminologo – ho presentato una proposta di legge dal titolo “Disposizioni per contrastare la discriminazione di genere e per la prevenzione e il contrasto al femminicidio” volta a contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. Questo disegno di legge è stato comunicato alla Presidenza l’8 giugno 2016 e agisce su diversi fronti: culturale, formativo, legislativo. Vuole affrontare tutti i vari aspetti della prevenzione, con misure educative volte ad arginare il circuito della violenza. Questo perché ritengo illusoria l’idea di poter sradicare questa violenza soltanto attraverso la legislazione penale. Nessuna legge può fermare la violenza se non è accompagnata da una rivoluzione culturale nel rapporto tra i sessi basata sul rispetto, sull’amore, sull’indipendenza, oltre alla certezza della pena e ai concreti percorsi di recupero degli uomini violenti”.

Accanto all’aspetto legale della violenza sulla donna, convive quello fisico legato all’approccio del medico-ginecologo con il paziente. “Nonostante le definizioni legali e cliniche siano variabili – evidenzia Fabrizio Cerusico, medico ginecologo – la violenza carnale è tipicamente definita come la penetrazione orale, anale o vaginale che implica minacce o costrizione nei confronti di un soggetto non consenziente. Tale penetrazione, voluta o no, è considerata stupro se le vittime sono più giovani dell’età del consenso (maggiore età). La violenza sessuale è lo stupro o qualsiasi altro contatto sessuale che deriva dalla coercizione, compresa la seduzione di un bambino con offerte di affetto o di doni. Comprende anche l’essere toccato, afferrato, baciato, oppure il subire la vista dei genitali. Tipicamente, la violenza sessuale è espressione di aggressività, di collera o di bisogno di potere. Psicologicamente è più violenta che sessuale. Traumi non di origine genitale si verificano in circa il 50% delle violenze sulle donne. Le donne vengono violentate e aggredite sessualmente più frequentemente degli uomini. Quando è possibile, tutti coloro che sono vittime di violenza vanno inviati al locale centro per le violenze sessuali, identificato spesso con il pronto soccorso di un ospedale, dove si trovano medici addestrati”.

Nei casi di violenza, di qualunque tipo, è fondamentale l’intervento psicologico. “L’elaborazione di un evento di violenza passa attraverso la sofferenza e i ricordi dell’impotenza e della rabbia provata, ma anche attraverso la consapevolezza delle proprie capacità residue per non restare schiacciati dall’evento traumatico, spiega Domenica Lanna, psicologa e psicoterapeuta familiare. Il lavoro terapeutico darà una funzione ed un significato all’evento accaduto che potrà essere collocato in una conoscenza nuova. Il sostegno psicologico aiuta a stare meglio attraverso il racconto, il ricordo, dando il giusto significato a ciò che è successo per liberare la sofferenza, a partire dalla relazione di fiducia con il terapeuta e la condivisione di un gruppo, con uno sguardo al passato, riguardo per il futuro e attenzione al presente”.

L’aiuto alle donne, e alle associazioni che le supportano, può arrivare anche dalla letteratura. “Insieme al gruppo di blogger con cui collaboro, Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls ed Harem’s Book, abbiamo deciso di fare anche noi la nostra piccola parte – dichiara Veronica Pigozzo, blogger letterario. Per questo abbiamo creato un’antologia di racconti che urlasse a gran voce il suo messaggio di speranza, un inno alla ricerca della felicità e della forza per affrontare i propri demoni. Diciannove autrici ci hanno prestato la loro penna e ci hanno ceduto i diritti di un loro racconto per comporre la raccolta dal titolo significativo “La donna fenice – Violenza (in)finita”, il cui ricavato verrà devoluto totalmente all’Associazione Donne per la Sicurezza Onlus e che sarà online sullo Store Amazon a partire dal oggi”.

Gli atti di violenza purtroppo non sempre vengono denunciati. Solo pochi casi arrivano all’attenzione delle forze dell’ordine. “Nella giornata nazionale dedicata alle donne vittime della violenza – osserva Erika Iannucci, Avvocato Penalista e legale Associazione Donne per la Sicurezza, si impone non solo la necessità ma anche il dovere morale di ciascuna donna di denunciare senza remora o indugio ogni comportamento lesivo, che non solo attenti alla sua integrità fisica ma anche alla dignità della sfera interiore e spirituale. Solo in tal modo la magistratura competente ed i difensori potranno azionare quelle tutele indispensabili per porre fine alle inaudite condotte penalmente rilevanti, di cui le cronache nazionali quotidianamente danno notizia. Allora sì ogni donna potrà risorgere come una fenice”.

Dopo Roma, il progetto itinerante “Innamórati di Te” arriverà anche nelle altre città dove Codere opera. Tutti gli incontri sono aperti al pubblico.

“In questa giornata particolare, in cui tutto il Mondo celebra la lotta alla violenza contro le Donne, abbiamo voluto creare all’interno della Gaming Hall Re uno spazio interamente dedicato alle donne – conclude Imma Romano, Responsabile Relazioni Istituzionali di Codere Italia. Da quasi due anni stiamo seguendo da vicino questo fenomeno che, giorno dopo giorno, segna sempre più la realtà di tante. Violenza perpetuata con efferatezza o, in modo subdolo, attraverso comportamenti che vanno a minare l’autostima, la fiducia e la voglia di vivere di milioni di donne. Non è possibile rimanere indifferenti, e per questo è fondamentale che ciascuno di noi, personalmente e attraverso il proprio ruolo nella società, si faccia carico di dare il proprio contributo nella lotta alla violenza sulle donne. Abbiamo messo a disposizione delle consulenze gratuite per la salute, la bellezza e lo svago, ma innanzitutto abbiamo voluto realizzare, ancora una volta, un momento di confronto con esperti e protagoniste al fine di sottolineare l’importanza di innamorarsi di sé, di avere una forte autostima, come primo deterrente alla violenza di genere e di evidenziare come, grazie a tante associazioni e istituzioni, sia possibile chiedere aiuto e uscire dal tunnel della violenza. Codere è un’azienda attiva da sempre nel sociale, non solo per quanto riguarda il gioco legale e responsabile, ma anche con iniziative legate a temi di stretta attualità e che coinvolgono direttamente la clientela”.

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