(Jamma) – Nel manifesto di Milano del 2 aprile 2015 “Fermiamo l’azzardo. L’appello in 4 mosse” la Consulta Nazionale Antiusura aveva individuato il percorso per arginare la “diffusione dell’azzardo di massa prevedendo il divieto assoluto di pubblicità al pari di quanto avviene per alcool e tabacchi”. “Non ci si può limitare a stabilire “fasce” o “aree” protette perché tutti sono toccati, persone giovani (e anche giovanissime) e anziani più di ogni altro. Non si può neanche parlare di “gioco responsabile” se i cittadini sono continuamente e fortemente sollecitati all’azzardo ogni volta che leggono il giornale, accendono il televisore o navigano su internet.” In questo momento – si legge in una nota della Consulta Nazionale Antiusura – di intenso dibattito politico, si avverte più che mai l’esigenza di riportare al centro della discussione anche l’emendamento alla finanziaria avanzato ormai trasversalmente dalle forze politiche presenti in Parlamento.

“Il tema del divieto della pubblicità dell’azzardo è un argomento che ruota intorno ai diritti inviolabili della persona – ha dichiarato dall’avv. Attilio Simeone -. I suoi risvolti sulla salute pubblica sono evidenti, oltre un milione di italiani sono affetti dalla dipendenza con riflessi negativi sulla economia domestica per oltre sei milioni di persone. La pubblicità dell’azzardo ha giocato un ruolo fondamentale nell’espansione indiscriminata”.

“È giunto il momento – ha dichiarato Mons. Alberto D’Urso – perciò di assumere posizioni al di sopra della singola appartenenza politica. C’è in “gioco” la dignità delle persone e della vita economica del nostro Paese.”

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