(Jamma) – In Italia ci sono “icone” che hanno consolidato, nella percezione collettiva, un carattere di negatività al limite dell’irrazionale (e il gioco lecito ne sa qualcosa). Tra queste vi è l’Ente di riscossione “principale” utilizzato dagli Enti impositori (Amministrazione Finanziaria, Comuni, Istituti previdenziali, ecc.) per ottenere il pagamento delle somme iscritte a ruolo.

Non spetta a noi “sindacare” una scelta Governativa (e men che meno la “reputation”). Nel “campo” che ci interessa, tuttavia, ciò che rileva è la tutela dell’effetto di deterrenza che, sino ad ora, ha sortito la presenza di una struttura di riscossione efficiente nel perseguire i contravventori alle regole del gioco lecito, soprattutto dopo le modifiche normative apportate dalla legge n. 190/2014 prima e dalla n. 208/2015 poi al contrasto dei Totem e alle violazioni in materia di scommesse, ma anche in materia di pubblicità.

Come noto, le citate Leggi hanno introdotto sanzioni pecuniarie amministrative di importo molto elevato (restringendo anche il perimetro di liceità della pubblicità disegnato dal decreto Balduzzi), la cui contestazione spetta, per lo più, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, mentre la riscossione dei “ruoli” (le somme non versate “spontaneamente” dai contravventori ed iscritte dall’Ente impositore), è di competenza di Equitalia.

Sopprimere l’Ente di riscossione significa “riportare in housing” (ovvero all’Ente impositore che ha redatto il ruolo), la competenza a riscuotere i crediti da sanzioni (e da tributi non versati), ma, soprattutto, comporta la necessità di “dotare” il medesimo Ente di una struttura (e di una procedura) deputata alle azioni esecutive e alle azioni cautelari che “sino ad oggi” sono state poste in essere da Equitalia (si pensi alle “ganasce” su conti correnti, immobili, veicoli registrati, rendite e cespiti, quote societarie) ma anche ai più consueti “pignoramenti” e “apposizioni di ipoteche”.

Ciò che sino ad oggi era “accentrato” in capo ad un unico esattore (che dopo tanti anni aveva raggiunto livelli tali da consentire di annoverare “il recupero” dell’evasione come fonte strutturale di incremento di gettito erariale), domani potrebbe essere decentrato nei vari Enti, con evidenti dispersioni di energie, ma, soprattutto, di efficientismo, non essendo possibile “clonare” ovunque know how e competenze.

Nell’ambito della lotta al gioco illegale e del contrasto alla pubblicità illecita, l’attività di accertamento rischia di non ritrovarsi più “immediatamente” assistita (al pari della tutela della fiscalità generale) da un rodato sistema di riscossione richiedente personale, competenze, esperienze (si pensi all’uso delle banche dati), a tutto “vantaggio” di chi riceve le cartelle dopo essersi “disinteressato” delle sanzioni.

Se trasportiamo questo scenario all’interno di uno dei tanti “nostri” contesti (si pensi all’esercente che riceve 20 mila euro di sanzione per aver ospitato un Totem, unitamente ad un accertamento di pari importo relativo al recupero tributario di Prelievo da gioco a premio eluso), la prospettiva di poter avere “tanti mesi e forse anni” di tempo, prima di dover affrontare un’azione esecutiva di recupero coatto del credito (e non più i 60 giorni dalla ricezione della cartella) fa evaporare la deterrenza della sanzione stessa.

Sicuramente il discorso vale “a fortiori” per quella “Agenzia fiscale” che più di ogni altra è impegnata (quella della “Entrate”), ma se per questa è “praticabile” una sorta di “assorbimento” interno di molte procedure/professionalità di Equitalia, per molti altri Enti impositori si prospetta il rischio di dover “allestire” ex novo un’attività di enorme complessità e dai rilevanti costi.

L’industria del gioco lecito, pertanto, esprime la propria apprensione per la perdurante genericità con la quale ad oggi si è appresa la notizia circa la prossima abolizione di Equitalia, evidenziando come la lotta al gioco illegale abbia un ruolo determinante nell’ambito della tutela dell’ordine pubblico e della stessa esistenza del circuito industriale “lecito”.

Avv. Michele Franzoso – Centro Studi Astro

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