(Jamma) – “La scorsa settimana a Genova un’intera famiglia è stata sterminata. Un uomo ha ucciso la moglie e le due figliolette prima di togliersi la vita. Apprendiamo che dietro questa tragedia si nascondevano grossi debiti causati dall’azzardo”. Così ieri in aula al Senato Giovanni Endrizzi (M5S).

“Fuori dal clamore dell’attualità non possiamo dimenticarcene, perché questa volta non si trattava di slot machine. «Repubblica.it» sembra abbia pudore di parlare chiaro e dice asetticamente due volte «lotterie istantanee». Perché non si usa un termine che capiamo tutti? «Gratta e vinci»: gli innocui, per così dire «gratta e vinci».

Altro che innocui! Innanzi tutto – prosegue il senatore del M5S – sono i primi prodotti di azzardo che attraggono i minorenni: il 51 per cento ha già iniziato ad azzardare e in cima alle preferenze dei ragazzi ci sono proprio i gratta e vinci. In secondo luogo, sono puntate a bassa latenza, e cioè passano pochi secondi tra l’acquisto e l’esito della puntata, e sappiamo, dunque, che hanno alto potere di dare dipendenza. In terzo luogo, presentano diversi trucchi per ingannare la mente e le emozioni umane nelle schede perdenti – ad esempio – sono stranamente frequenti le combinazioni simili a quelle che farebbero vincere e che inducono a pensare – caspita – che si è vicini alla vittoria. Oppure le schede dispensano una miriade di microvincite per farci sentire bene e farci percepire che vincere sia facile, proprio come dice la pubblicità. Se ho puntato 5 euro e ricevo 5 euro, non ho vinto nulla, ma intanto mi viene dato un contentino. Si sa che così viene voglia di riprovarci e, puntualmente, il 95 per cento delle persone compra un nuovo biglietto e magari un altro ancora, perché la voglia rimane.

Si tratta, dunque, di un’industria che studia la mente umana e i suoi meccanismi naturali, per torcerli contro le persone a vantaggio del business più spregiudicato. Non esiste – aggiunge Endrizzi – un azzardo bonario e i giornali lo devono dire chiaramente. Quando il sistema è concepito apposta per far male, non si può sostenere che a cascarci sono i deboli. Dovete accettare che l’azzardo è, di per sé, in grado di minare l’equilibrio delle persone. E ciò è dimostrato proprio da questo caso, perché l’autore del gesto disperato era un agente di polizia, una persona che i colleghi hanno definito equilibrata e che anche per lo Stato era capace di gestire un’arma al servizio dei cittadini.

Dunque, mi chiedo chi sia veramente la mano omicida e quali responsabilità abbia un Governo che lascia dilagare questo commercio, senza nemmeno avere lo scrupolo di vietarne la pubblicità. Signor Presidente, più di un anno fa ho depositato una mozione che impegna il Governo a inserire il divieto di pubblicità nelle convenzioni (ti assegno la gestione del gioco del Superenalotto, ma non devi fare pubblicità; ti assegno la gestione dei «gratta e vinci» ma non devi fare pubblicità). Basta attirare giovani vittime con réclame diseducative e penso a «Turista per sempre». Mi rivolgo al sottosegretario Baretta: sul divieto di pubblicità non ci può essere contropartita, è il minimo della decenza. Tutto il resto è scandalo” conclude Endrizzi.

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