(Jamma) – L’ultimo g&v indetto dai monopoli si chiama “Buone Feste” e il biglietto costa 3 euro. Contiene 7.822.878 biglietti vincenti su 25.920.000 biglietti distribuiti come primo lotto, un biglietto vincente ogni 3,31.

Una percentuale apparentemente alta, ma attenzione al “trucco”.

Non intendiamo parlare dei 2.099.6520 biglietti (26,83%) che contengono premi da 5 euro, né dei 777.600 (9,94%) che fanno vincere 10 euro, così come non ci riferiamo ai 466.560 biglietti (5,96%) che contengono premi da 15 euro e neppure ai 414.720 biglietti (5,30%) vincenti 30 euro.

Ci riferiamo ai 4.017.600 biglietti (51,53%), che sommati ai precedenti fanno il 99,38% dei biglietti vincenti totali, che fanno vincere … 3 euro. Più della metà dei biglietti vincenti … non fa vincere niente. Più di un tagliando “vincente” su due rimborsa al giocatore il prezzo della giocata.

In questo caso, il giocatore realizza una transazione “a saldo zero”. Infatti, nonostante i monopoli chiamino premi le vincite pari al prezzo del biglietto, per il giocatore non lo sono, perché lo lasciano con la stessa quantità di denaro che aveva prima di giocare, senza neppure un centesimo di più.

Qual è, invece, il guadagno dei monopoli/ concessionario in queste milioni di “transazioni di gioco a saldo zero” per i giocatori?

Anche se il meccanismo di gioco sembra realizzare un “pareggio”, cosa di per se già singolare in un gioco d’azzardo, in cui, come in tutti, “ricorre il fine di lucro” (art. 718 c.p.), la transazione di gioco è alla pari solo per il giocatore, non per i monopoli/concessionario.

Nella lotteria di cui parliamo, i monopoli restituiscono ai giocatori il 68,66% della raccolta, trattenendo quindi il restante 31,34%.

I 4.017.600 biglietti vincenti (niente) costano comunque ai giocatori 12.052.800 euro, su cui i monopoli/concessionario trattengono la cifra di 3.777.347 euro, appunto il 31,34% della raccolta.

I finti premi, quelli pari al prezzo del biglietto, come gli altri, vengono ripagati con il 68,66% della raccolta, la parte restituita ai giocatori, il payout.

In questa lotteria istantanea, i monopoli/concessionario su ogni biglietto venduto, trattengono un terzo e, quindi, poco più di un euro, che non abbandona più il circuito del gioco, finendo nelle loro capaci tasche, mentre provvedono a pagare, tanto i 4.017.600 “premi” da 3 euro, quanto i 2 premi da 200.000, con i restanti due euro, che alimentano il 68,66% della raccolta.

Con un ulteriore risultato: con i “premi” pari al prezzo del biglietto, come con quelli di importo di poco superiore, i monopoli/concessionario si assicurano la certezza che milioni di giocatori ripetano la giocata, senza tenere in alcun conto il rischio dipendenza che questo meccanismo comporta.

Avv. Osvaldo Asteriti

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