Aspetterà giusto capodanno, ma il giorno seguente Fausta De Martini, sfidando l’età, riprenderà l’aereo per il subcontinente indiano: le zanzariere e la filodiffusione con cui a Kudapphà è stata attrezzata la casa che accoglie più di cinquanta ragazze cieche e abbandonate dalle famiglie, sono l’immediato bilancio di un anno che, come tanti altri della vita di “zia Fausta”, così la chiamano in India, è stato dedicato alla missione cui si è votata.

La casa di Kudapphà si chiama Saint Joseph’s girls high school – riferisce zia Fausta medesima – e ha bisogno di autosufficienza economica per garantire davvero la possibilità di una vita migliore alle giovani ospiti. Zanzariere e filodiffusione  intanto la rendono più accogliente e Fausta De Martini è pronta ad ampliare l’impegno umanitario che dispiega con le suore missionarie dell’Immacolata nelle zone rurali più povere, remote non soltanto geograficamente dai grattacieli di Mumbai; luoghi dove altri non arrivano, zia Fausta sì.

In questi anni ha ridato speranza a tanti, bimbi e bimbe, un’infanzia spesso abbandonata, non di rado affetta da gravi malattie. “L’India che avevo raggiunto in preda alla disperazione dopo aver perso mio figlio – spiega zia Fausta – mi ha invece restituito la voglia di vivere. Con semplicità, tornata a casa mi sono messa a sollecitare gli amici, riferendo ciò che avevo visto: una povertà inimmaginabiler, di fronte alla quale non potevo girarmi dall’altra parte”. Il Casinò Campione d’Italia si è fatto partner delle iniziative di zia Fausta, contribuendo ad una costante alimentazione di finanziamenti che hanno consentito di realizzare dapprima una scuola e un ospedale a Shantinagar, mentre a Vinukonda una casa è divenuta l’estremo riparo di ammalati terminali di Aids. E si è aperto il fronte citato di Kudapphà: la missione dell’infatiocabile zia Fausta, insomma, continua.

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