(Jamma) – Slot e videolotterie valgono lo 0,76% delle entrate dello Stato. E’ emerge dalla relazione predisposta dalla Commissione predisposta dal Mef , presieduta da Enrico Giovannini e composta dai rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, centrali e locali, nonche’ da soggetti provenienti dal mondo accademico e istituzionale.

Nel 2015 gli apparecchi da gioco hanno garantito 4.121 milioni di entrate, l’equivalente della imposta sul registro e più del doppio del canone di abbonamento alla Tv.

Vista anche l’importanza del comparto in termini contributivi il settore dei giochi rappresenta anche uno di quelli più sottoposti a controlli.

Nel 2015 nel settore sono stati effettuati 47.468 controlli, a fronte dei 40.000 programmati e con un incremento del 9,8% rispetto al 2014 (43.245).

Per quanto riguarda gli apparecchi da divertimento e intrattenimento, sono stati effettuati

26.572 controlli con un incremento rispetto all’anno precedente del 19,4% (22.249).

Si è poi proceduto ad un controllo su una azienda produttrice di schede e su una produttrice di apparecchi da gioco.

I controlli sulle aziende che offrono servizi per la raccolta di scommesse sono stati in totale 4.769.

Sul totale di oltre 100.000 esercizi presso i quali sono collocati gli apparecchi da divertimento e intrattenimento e l’attività di scommessa, vale a dire i comparti a maggior rischio, la percentuale di quelli sottoposti a verifica rappresenta, quindi, circa il 45%.

I controlli hanno consentito di accertare, sotto il profilo amministrativo, 1.443 violazioni, con

l’irrogazione di sanzioni per un totale di 16.570.000 euro, sotto il profilo penale, 642 violazioni,

da cui è conseguita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 608 soggetti, con il sequestro di

esercizi ed apparecchi.

Nell’ambito dei controlli sul divieto di gioco ai minori e quelli sulle scommesse, si è mantenuto un livello in linea con i risultati dell’anno precedente, mentre sono aumentati quelli sul bingo e sul gioco on line, rispettivamente 412 (contro i 327 del 2014) e 262 (contro i 114 del 2014).

Le violazioni i materia di divieto di accesso al gioco da parte dei minori sono state in totale 37.

A questa intensa attività di controllo è corrisposta una attività di accertamento in termini di violazioni violazioni tributarie e amministrative del valore di 61.664.440 euro, a fronte di un obiettivo di programma pari a euro 40.000.000.

In particolare, l’imposta accertata è stata pari a circa 22,6 milioni di euro, le sanzioni amministrative irrogate pari a circa 19,8 milioni di euro, quelle tributarie a circa 18,8 milioni di euro mentre quelle per violazioni del divieto di gioco ai minori sono state di circa euro 470.000.

Questo risultato, secondo la Commissione, deriva dalla predisposizione di un piano di interventi selezionati sulla base di un’analisi dei rischi di settore che si focalizza sull’efficacia di controlli selettivi e mirati, soprattutto con riferimento agli apparecchi da intrattenimento nei confronti dei quali si sono maggiormente concentrate le attività di controllo.

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